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Un brano per coro di voci bianche, coro misto e orchestra, originariamente composto per so
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Mocambò...
serrande abbassate
pioggia sulle insegne delle notti andate
...devo pensa
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Tributo a Faber tratto da Report
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http://www.myspace.com/mirkoliga Ligabue Cover Tributo Un Figlio di Nome Elvis Chitarra Vo
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(Il video, che offre uno stralcio della suggestiva "Gli impermeabili" di Paolo Conte, è tr
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Il mondo dei piccoli.
divertente
diffondiamo
lunedì tv spente televisione berlusconi mafia politica vaticano grillo
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Comentarios sobre el canal (45)
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Grazie, Roberto, della visita.
Torna a trovarmi, qui o sul canale 'culturale' nephelai |
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Dio è Amore.
Secondo me sì. Lo 'sento' così e ciò, dettato dallo Spirito, non contrasta con quanto vivo nel mio essere Chiesa. Che l'amore sia un dio, lo dicevano i Greci, è un messaggio per me suggestivo - dato che mi nutro di cultura classica. Tuttavia non è quanto sento. E se così spesso con i miei amici, molti dei quali atei, condivido caritas, affetto, solidarietà, comunione, e questo può chiamarsi 'Amore' e 'Dio', io l'assumo come presenza di Dio tra noi. Loro possono non sentirla, io sì. Tra noi però, nella libertà reciproca, vale soprattutto come condivisione di coscienza e consapevolezza dell'humanitas più alta. Altri poi prendono la frase per come tu l'hai scritta, Roberto, con molto qualunquismo, e un forte understatement/deminutio dell'amore stesso, di quella caritas-affetto-solidarietà sociale. E da questi mi distanzio con forte decisione. Senza barriere. Distinzioni sì. |
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...leggendo i tuoi/vostri commenti rifletto ancora.. ¿deus caritas est?
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Ancora buongiorno, Maria. :)
Anch'io mi sento leggermente schizofrenico, a scriverti due volte:-) Have a nice day:-) |
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si nota molto che ho un vero disgusto per chi si appropria della Croce per cooptare voti et similia?
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3 Secondo me, anzi, il punto è che l'andare in chiesa ha perso di significato per tanti, abbagliati dai miti del denaro e del potere o intontiti dal martellamento mediatico. Vengono in Chiesa come automi, e tali restano.
Il Cristo prenderebbe la frusta e li scaccerebbe come i mercanti dal Tempio, pur di stimolare la loro coscienza. Poi, convertìti, ci accoglierebbe tutti nel Suo amore: ma prima stimolerebbe le coscienze, eccome. E questo è anche il suo lascito a noi uomini di buona volontà: stimolare le coscienze, e vivere in onestà e coscienza. |
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2
Esser cristiani è lottare ogni giorno, nelle parole e nei fatti, contro la disonestà, il privilegio. Tenere aperti gli occhi e non farsi abbindolare (perché pigri od opportunisti) dalle strategie di propaganda. Tempo fa non mi perdevo un'omelia, una domenica dopo l'altra anche quando per partecipare dovevo farmi seicento km in due giorni, di un sacerdote che stimolava l'intelligenza, la consapevolezza, il senso critico, non meno che l'afflato dello Spirito. Un sacerdote vero. Così come tanti missionari che ho incontrato e che mi hanno ispirato. Tuttavia, ho conosciuto anche molti sacerdoti cresciuti acriticamente attorno ad ambienti irrorati da finanziamenti politici di centro-destra (una vergogna), e quindi supini, acritici e molli nel denunciare malcomportamenti nella politica. Secondo me comunquenon è questione di clericalismo o di scelte imposte dalla Chiesa. |
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1 ..meditavo..
Se la Sicilia avesse compreso davvero il messaggio del Cristianesimo nel passato, e se, oggi, i siciliani andassero a Messa non come un'usanza vuota o per farsi vedere in vista delle elezioni... e se sapessero demistificare gli slogan e le strumentalizzazioni... la realtà siciliana oggi sarebbe assai meno drammatica. Il problema è il 'laicismo di fatto' di molti, di molti, cioè, che si dicono cristiani, che magari vanno anche a Messa la domenica, ma fanno sempre e comunque scelte di comodo, contrarie ai valori fondanti del cattolicesimo. Abiurano la loro coscienza critica: e l'essenza della loro fede. segue |
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1 Ciao!
sì, anche io vivo in Sicilia - rispondo da questo account perché intanto sono in ascolto del magnifico video che hai voluto condividere con me :-) - . E... spesso la considero con l'amara consapevolezza che forse solo i figli di una terra, quando di coscienza viva e onesta, possono maturare. (rispondo con malinconia) E se vivo in Sicilia, sebbene più e più volte io e i miei forse due o tre amici e cugini rimasti ci chiediamo: che restiamo a fare? - risposta: 'a fètere" - cioè quali cadaveri-, in fondo, mi son resa conto, |
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2 forse ci restiamo perché legati a genitori troppo anziani, o, ancora di più, ad una terra sfortunata e che seppure in agonia non sai abbandonare. O proprio perché è in agonia.
Ma restiamo non come tanti, che lo fanno come avvoltoi di una terra sventurata (e lo dimostra il fatto che la Sicilia stia così male, c'è poco da eccepire), ma magari nell'estremo tentativo di generosità, di ispirazione ad un futuro migliore - se aggiungiamo che sono anche insegnante, e come interlocutori ho giovani di 16-18 anni, forse è maggiormente comprensibile la pur disincantata e disperata speranza che ci muove. Un avvenire diverso. Chissà se mai... |
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